Nino Farina
Il 13 maggio 1950, a Silverstone, nasce il campionato del mondo di Formula 1. Lo vince un italiano: Giuseppe “Nino” Farina, al volante dell’Alfa Romeo 158. Il primo campione della storia parla la nostra lingua.
Da Nino Farina e Alberto Ascari a Michele Alboreto, Giancarlo Fisichella e Kimi Antonelli: la storia dei piloti italiani in Formula 1. Scorri per percorrerla.
ScorriIl 13 maggio 1950, a Silverstone, nasce il campionato del mondo di Formula 1. Lo vince un italiano: Giuseppe “Nino” Farina, al volante dell’Alfa Romeo 158. Il primo campione della storia parla la nostra lingua.
Due titoli di fila con la Ferrari e una serie di nove vittorie consecutive. Ascari è il pilota più forte del mondo, e l’Italia è il centro della Formula 1.
Alberto Ascari muore a Monza, durante una prova con una Ferrari sport. Ha 36 anni. Nessuno lo sa ancora, ma è l’inizio di un’attesa lunga settantatré anni.
Giancarlo Baghetti vince al debutto, a Reims nel 1961: un’impresa mai più ripetuta. Lorenzo Bandini vince in Austria nel 1964, Ludovico Scarfiotti a Monza nel 1966 con la Ferrari, davanti al suo pubblico.
Österreichring, pioggia battente, gara fermata a metà: vince “il Gorilla di Monza” con la March. Esulta togliendo le mani dal volante e finisce contro il muro dopo il traguardo.
Mario Andretti è campione del mondo con la Lotus. È nato nel 1940 a Montona, in Istria, allora Italia. Ma corre con la bandiera degli Stati Uniti: per l’Italia, il titolo resta un sogno.
Cinque vittorie: due con la Tyrrell (Detroit 1983 è l’ultima del leggendario motore Cosworth DFV), tre con la Ferrari. Nel 1985 guida il mondiale a metà stagione e chiude secondo dietro Alain Prost: è il momento in cui l’Italia ci crede di più.
Alessandro Nannini vince a Suzuka nel 1989 con la Benetton. Riccardo Patrese, sei vittorie in una carriera lunghissima, nel 1992 è secondo nel mondiale con la Williams, dietro il compagno Nigel Mansell.
Giancarlo Fisichella vince in Brasile nel 2003 con la Jordan, poi in Australia nel 2005 e in Malesia nel 2006 con la Renault. Jarno Trulli vince a Monaco nel 2004. Malesia 2006 resterà a lungo l’ultima vittoria di un italiano.
Per cinque stagioni, nessun pilota italiano al via di un Gran Premio: dal 2006 non arriva più una vittoria, e ora manca perfino un posto in griglia.
Debutta in Australia nel 2017 al posto di Pascal Wehrlein alla Sauber, poi dal 2019 al 2021 è titolare dell’Alfa Romeo: il tricolore torna in griglia ogni domenica. 62 Gran Premi, il miglior risultato è un quinto posto in Brasile nel 2019.
Bolognese, 18 anni: la Mercedes lo sceglie per il posto lasciato da Lewis Hamilton. Il più giovane in griglia, l’Italia torna ad avere un pilota in una squadra di vertice.
Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. Il primo italiano dopo Alberto Ascari. Il titolo arriva a Città del Messico, il 1° novembre 2026, con quattro gare d’anticipo: a vent’anni, con la Mercedes.
Dal titolo di Ascari, il 23 agosto 1953, a quello di Antonelli: 0 giorni.
In oro, il 1978: Mario Andretti è nato in Italia, a Montona (Istria), nel 1940, ma ha vinto il titolo per gli Stati Uniti. L’unico campione nato in Italia dopo Ascari, e non un titolo italiano.
L’Italia torna sul tetto del mondo.
Settantatré anni, trentatré campioni diversi, e l’Italia sempre a guardare. Fino a oggi.
Foto da Wikimedia Commons, con le loro licenze. Grafica “World Champion”: Formula Planet.
Questa pagina, scorsa dall’inizio alla fine in un minuto. Verticale 1080×1920: pronto per Reels, TikTok e storie.